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Campania, De Luca: farmacie diventeranno presidi di prima assistenza

Le farmacie campane potrebbero diventare punti di prima assistenza sul territorio. E’ l’idea lanciata dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca, nel corso dell’incontro organizzato sabato a Salerno dall’Ordine provinciale dei farmacisti. Tema portante dell’appuntamento la ripartenza del concorso ordinario del 2009, che porterà all’apertura di 78 farmacie in tutta la Campania e di 12 nella sola provincia di Salerno. «Si tratta di una vicenda che sblocchiamo dopo anni di palude burocratica» ha detto al riguardo De Luca «queste lungaggini sono una cosa indegna per un Paese civile. Sbloccare le assegnazioni era un punto qualificante del nostro programma, perché significano centinaia di posti di lavoro, con giovani laureati che possono così trovare un’occasione di impegno. Siamo davvero soddisfatti».

A questa ottantina di nuove sedi, ha poi ricordato De Luca, si aggiungono le duecento del concorso straordinario: «Parliamo di trecento farmacie, che sono un patrimonio di servizi e assistenza». E proprio per questo, ha continuato De Luca, in Regione c’è l’idea di «riqualificarne le funzioni per non avere soltanto farmacie, ma per fare in modo che queste ultime diventino punti di prima assistenza per i nostri concittadini». Le parole del governatore sono state accolte con favore da Federfarma: «E’ un’apertura importante» commenta a Filodiretto il presidente del sindacato titolari di Salerno, Dario Pandolfi «De Luca non è entrato nel dettaglio ma la nostra lettura è che il riferimento sia alla farmacia dei servizi, che in Campania deve ancora decollare veramente».

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Allergie alimentari

Allergie alimentari: Nice raccomanda su rischi test alternativi

Il Nice mette in guardia sull’uso di test alternativi, per diagnosticare le allergie alimentari nel bambini, che portano a stabilire diete troppo restrittive e potenzialmente dannose per la loro crescita. In merito il regolatorio anglosassone ha istituito la prima linea guida nazionale sulle allergie alimentari nei bambini, che dà raccomandazione su test alternativi come il Vega test, l’analisi del capello e la chinesiologia. In Inghilterra, il fenomeno è in aumento a causa della mancanza di test allergici forniti a carico del National health insititute e la difficoltà di avere una diagnosi tramite il medico di base. Tuttavia, non ci sono evidenze scientifiche che supportano l’uso di questi test, che per altro possono costare fino a 60 sterline o più. Inoltre, è stato stimato che il 20% dei casi di bambini considerati allergici riceve una diagnosi sbagliata, ma comunque sospende il consumo di qualche alimento considerato la causa dell’allergia. Il Nice raccomanda agli operatori di verificare le sospette allergie alimentari, in genere a latte di mucca, pesce, crostacei e arachidi, coni prick test cutanei o con analisi delle IgE nel sangue. Le decisioni nutrizionali vanno prese in base alla storia di allergie del bambino e se il test da fare è adatto, sicuro e accettabile per il bambino.

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Test per autodiagnosi

Test per autodiagnosi

Negli ultimi anni sono sempre più diffusi e richiesti in farmacia i test per autodiagnosi da eseguire a casa propria su campioni biologici (urina, sangue, ecc…). Si tratta di test che, utilizzando semplici strisce e reattivi predosati e opportunamente allestiti, consentono di eseguire numerose ricerche; dal sangue occulto nelle feci, alla presenza di Helicobacter Pylori, dal livello di colesterolo, alla presenza della malattia celiaca, e consentono di risparmiare tempo rispetto ai test convenzionali di laboratorio.

Quale è l’utilità di questi test? Sono affidabili? Cosa ci si può attendere?

Vediamoli nel dettaglio.

Test FOB

È uno dei test che permette di rilevare la presenza di sangue nelle feci, normalmente non visibile ad occhio nudo. Il sangue occulto può essere dovuto a sanguinamento gastrointestinale che è spesso il primo e unico segnale della presenza di malattie infiammatorie intestinali, di polipi e di cancro colon-rettale. La ricerca del sangue occulto può essere di aiuto nella diagnosi precoce di queste malattie. Il test è consigliato a partire dai 45 – 50 anni di età e in particolar modo in presenza di fattori di rischio (soprattutto storia personale di polipi del colon, storia personale o familiare di cancro colorettale). Il test si esegue rapidamente prelevando un frammento fecale che messo nell’apposita provetta a contatto con il reagente è in grado di fornire un risultato in 5 minuti. Il limite di questo test è che si possono avere falsi positivi (prelievo del campione nel periodo mestruale e perimestruale o in concomitanza di sanguinamenti emorroidali) e/o dei falsi negativi (in caso di sanguinamento intermittente o se il sangue è distribuito in modo non omogeneo nelle feci). Per avere un maggiore attendibilità è consigliabile ripetere il test altre 2 o 3 volte a giorni alterni e comunque ripeterlo durante l’anno.

Day Test

Attraverso una reazione colorimetrica questo test permette di verificare la concentrazione del colesterolo nel sangue. La valutazione della colesterolemia potrebbe servire ad orientare scelte e comportamenti volti a ridurre il rischio di patologie cardiovascolari. È un test “semiquantitativo” ossia un test che non fornisce un risultato numerico preciso, ma una semplice indicazione di colesterolo normale, a rischio e alto. Anche in questo caso il test è molto rapido: una goccia di sangue prelevata forando con un pungidito un polpastrello viene adagiata sull’apposita striscia reattiva. Dopo qualche secondo la colorazione che si forma viene confrontata con i colori di riferimento e si traduce in un risultato. Alcune sostanze però influenzano la colorazione finale ottenuta (emoglobina, bilirubina, ac. ascorbico, steroidi, ecc…) alterando la lettura. Le persone daltoniche inoltre non possono utilizzare da sole questo tipo di test.

Glutencheck

È un test che permette di rilevare la presenza nel sangue degli anticorpi anti-transglutaminasi, uno dei parametri utilizzati per diagnosticare la celiachia. Il test è molto semplice: un prelievo indolore di una goccia di sangue consente di leggere in 5 minuti, attraverso l’apposita card reattiva, il risultato.

Helicokit

È uno dei test acquistabili in farmacia dietro presentazione di ricetta medica per rilevare la presenza dell’Helicobacter Pylori, un microrganismo che vive nello stomaco ed è oggi considerato la causa principale di ulcera. La presenza dell’Helicobacter Pylori può essere rilevata ricercando la presenza di una particolare sostanza nell’aria espirata. È per questo che il test è chiamato genericamente Breath Test, test del respiro. Il kit contiene tutto l’occorrente per effettuare il test e per raccogliere i campioni di espirato che devono però essere inviati ad un laboratorio (già indicato sulla scatola) per l’analisi. I risultati vengono spediti a casa ed indicano se è presente o no l’Helicobacter.

Conclusioni

I test rapidi di autodiagnosi hanno 2 ambiti principali di impiego:

  • per monitorare l’andamento di      certi parametri clinici in una determinata patologia, verificando in      questo modo l’efficacia delle raccomandazioni e delle terapie prescritte      dal medico e/o la loro corretta esecuzione (es. valore di colesterolo      nelle ipercolesterolemie);
  • come primo screening in persone      che presentano specifici segni e sintomi (es. test della celiachia) o      fattori di rischio (es. test del sangue occulto).

Solitamente in assenza di sintomi e in persone che si trovano in buone condizioni fisiche questi test non sono consigliati.

L’autodiagnosi è utile e attendibile SOLO se si adottano certe precauzioni.

  • Verificare prima dell’utilizzo la data di scadenza oltre la quale reattivi e reagenti possono non essere più idonei e rispettare le istruzioni per la conservazione (le alte    temperature ad esempio possono deteriorarli).
  • attenersi alle raccomandazioni  prescritte nei giorni precedenti al test (es. evitare attività fisica, alcuni alimenti, alcuni farmaci, ecc…) e seguire accuratamente le      istruzioni riportate, senza saltare nessuna fase, rispettando i tempi di reazione quando indicati.
  • Tenere sempre presente che non esiste un test accurato al 100%: si possono verificare falsi positivi, in cui viene segnalata una condizione che in realtà non esiste, e dei falsi      negativi quando non viene rivelata una condizione che in realtà è presente.
  • Per una diagnosi definitiva i risultati devono sempre essere valutati da un medico che tenga conto del quadro generale di salute e non solo del risultato isolato di un test e valuti se intraprendere un appropriato iter diagnostico per la conferma dei risultati.